11/04/2018: un mattina speciale da trascorrere con tre classi seconde della scuola secondaria di I grado “Conero”. Le classi 2A, 2B, 2C hanno vissuto, dalle 8,00 alle 14,00, tre viaggi senza valigia con grande entusiasmo e curiosità. Hanno ascoltato, osservato, fatto domande e giocato con il gusto di sapere e capire il perché delle cose.
Nell’attività di immedesimazione i ragazzi hanno scritto tante riflessioni interessanti che hanno animato il confronto. Non potrebbero mai rinunciare all’amicizia, al ricordo di amici e familiari e agli odori della propria famiglia. Un’alunna ha scritto una bellissima frase immedesimandosi in un profugo: devo avere la speranza che tutto possa andare bene e possa passare, perché non contano le difficoltà che si incontreranno è fondamentale affrontarle con coraggio e non smettere mai di avere speranza. Abbiamo chiesto ai ragazzi cosa fosse un campo profughi ed una bambina, oltre a spiegarlo in modo corretto, ci ha anche detto che la sorella lavora in un campo in Serbia. Le immagini relative alla diversità del colore della pelle hanno suscitato sentimenti di solidarietà, amicizia, condivisione. Il viaggio dei migranti è stato definito dai ragazzi come un viaggio “del bisogno”. Abbiamo deciso di chiudere i laboratori con un racconto relativo al fenomeno della tratta che ha coinvolto moltissimo i ragazzi: un silenzio irreale ha occupato l’aula mentre li facevamo entrare, con la fantasia e le parole, nei villaggi della Nigeria, nelle macchine dei trafficanti di uomini… quante domande! E’ stata davvero una bella esperienza!
Questa è stata l’ultima trasferta del nostro lungo viaggio che non si ferma qui, ma continuerà nelle vite dei bambini e degli alunni incontrati, nelle parole degli splendidi ragazzi del Comitato Xenia e nel lavoro di sensibilizzazione di tanti docenti a cui abbiamo stretto la mano con la consapevolezza di viaggiare verso le stesse mete.
Prof.ssa Silvia Pascucci
{gallery}Scuole Conero – Un viaggio senza valigia{/gallery}






