CHIARA DARAIO
Chi ha frequentato il Galilei a metà degli anni ’90 se la ricorda di certo, quella ragazza tanto alta e magra, sportiva, dallo sguardo così vivace e intelligente. Non poteva che farne, di strada. E ne ha fatta, eccome.
Chiara Daraio, dopo il diploma al Galilei nel 1996, ha frequentato il Politecnico delle Marche, laureandosi in Ingegneria meccanica a soli 23 anni (con lode e menzione d’onore come più giovane laureata del corso); dopo un master e un dottorato di ricerca in Scienza dei materiali ed ingegneria a San Diego, ottiene la cattedra al California Institute of Technology (Caltech) come full professor, mettendosi in luce per il valore della sua ricerca.
È così che nel 2010 viene inserita nella Brilliant 10, la classifica pubblicata dalla rivista “Popular Science” che ogni anno seleziona i dieci migliori scienziati under 40 degli Stati Uniti. In seguito, ottiene anche una cattedra al Politecnico di Zurigo.
Tra le sue invenzioni più significative, quella che la rivelò all’America, la lente acustica nonlineare che consente ecografie ad alta definizione, e l’ultima, elaborata dal suo gruppo di ricerca a Zurigo, il cyberlegno: un nuovo materiale, nato dalla contaminazione fra nanoparticelle e cellule staminali del tabacco, con il quale si potranno costruire dispositivi touchscreen supersensibili.
Diverse sue interviste sono disponibili in rete, per chi volesse avere più informazioni su questa autentica eccellenza della nostra terra e, perché no, anche della nostra scuola.
Leggiamo il racconto che della sua esperienza ha fatto al Sole 24 ore, al Fatto Quotidiano, al sito “Voglio vivere così”, a D Repubblica (un’intervista parallela con Margherita Hack), oppure ascoltiamola e guardiamola in una videointervista in inglese sul suo lavoro a Zurigo.






