byod devices

Da sempre protagonisti del cambiamento

Il nostro Liceo sperimenta, da anni, una didattica aumentata dalla tecnologia, innova e investe in strumenti e formazione.
Questa attenzione al futuro ci ha portato alla sperimentazione Cl@sse 2.0 prima, a vincere il bando della Regione Marche per diventare Scuol@ 2.0 poi, e, in seguito, alla sperimentazione I@app che ha visto classi del biennio del Liceo delle Scienze Applicate utilizzare i tablet per una didattica integrata.

L' Azione #6 del Piano Nazionale Scuola Digitale (Politiche attive per il BYOD) si colloca, dunque, nel solco di un'esperienza pluriennale che ha visto il nostro Istituto sempre protagonista del cambiamento, con un occhio attento alla tradizione. Per questo già da qualche anno, e prima del lancio del PNSD, alcune classi del biennio del Liceo delle

Scienze Applicate utilizzano la modalità BYOD.

La sceta di limitare il BYOD alle classi del biennio risponde ad una logica precisa: la metodologia che è alla base dell'utilizzo dei dispositivi in classe, infatti, si presta particolarmente allo sviluppo di tutte quelle competenze che vengono certificate alla fine dell'obbligo scolastico. 

Che cos'è il BYOD?

Bring Your Own Device (BYOD), in italiano “porta il tuo dispositivo”, è l'espressione che indica quelle politiche aziendali che in tutto il mondo consentono agli impiegati di utilizzare i propri dispositivi personali in ambiente di lavoro.

Il ricorso al BYOD, in ambito educativo, viene espressamente previsto da una specifica azione del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), il documento di indirizzo del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca “per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale”.

 

L'obiettivo è “alleggerire” le classi da strumentazioni informatiche costose ed ingombranti e promuovere una didattica digitale basata sull’integrazione dei dispositivi elettronici personali degli studenti e degli insegnanti (smartphone, tablet e PC portatili) con le dotazioni tecnologiche degli spazi scolastici. Si tratta senza dubbio di una irrinunciabile occasione: puntare al raggiungimento delle competenze attraverso la mediazione di linguaggi moderni e accattivanti, capaci di proporre i contenuti in chiave interattiva e multimediale, pronti a rispondere alle esigenze individuali degli alunni e in grado di incoraggiare modalità di apprendimento di tipo cooperativo.

Ai ragazzi viene così consentito, sotto la guida e il controllo dell’insegnante, di accedere al web in classe per ampliare gli orizzonti della ricerca e della conoscenza, di entrare a far parte di social network per la didattica dove l’apprendimento subisce un vero e proprio capovolgimento, di rispondere a quiz e sondaggi utilizzando direttamente il proprio smartphone come telecomando (student response systems). In questo contesto di innovazione metodologica e sperimentazione didattica, alla scuola, con l’ausilio di figure esperte ed il supporto di una specifica formazione per i docenti, è affidato anche il compito di educare le nuove generazioni al tema della sicurezza online e ad un uso critico e responsabile delle tecnologie digitali.

La Direttiva del Ministro del 15 marzo 2007 (Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di “telefoni cellulari” e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica), che vietava a qualsiasi livello l’utilizzo dei dispositivi personali degli alunni, viene dunque superata dal Piano Nazionale Scuola Digitale, che anticipa, di fatto, apposite linee guida che il MIUR, in collaborazione con l’AGID e il Garante per la Privacy, sta già sviluppando per promuovere il Bring Your Own Device all’interno della scuola italiana.