Incontro con i genitori di Giulio Regeni e l'Avv. Alessandra Ballerini...una ricerca della verità che richiede tenacia. I ragazzi della 5 G condividono le loro riflessioni.

 

Mercoledì 17 febbraio abbiamo partecipato ad una conferenza organizzata dal liceo Marconi di Pesaro con i genitori di Giulio Regeni e l’avvocato Alessandra Ballerini che segue la loro causa. Giulio era un dottorando italiano dell’università di Cambridge che nel gennaio 2016 si trovava al Cairo per svolgere una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani. Il 3 febbraio successivo fu ritrovato senza vita e con il corpo martoriato, in un fosso nella periferia del Cairo, dopo essere scomparso per alcuni giorni. Le circostanze della sua morte sono ancora poco chiare. Il governo egiziano lo ha dichiarato vittima di un incidente stradale, ma considerando lo stato del cadavere e il fatto che Giulio fosse un elemento scomodo alle autorità del luogo, è normale associare la sua morte ad un omicidio premeditato.

L’efficacia dell’incontro consisteva nella comunicazione diretta fra gli studenti e gli ospiti: Claudio e Paola Regeni con l’avvocato Ballerini. Questi si sono mostrati disponibili nel rispondere a tutte le nostre domande in modo chiaro e consapevole. Quando abbiamo chiesto quale fosse il motore che li spingeva a sostenere questa lunga battaglia, ci hanno risposto che quello di Giulio non era senza dubbio un caso isolato e che la sua morte aveva dato loro il coraggio di farsi portavoce delle ingiustizie compiute dallo stato egiziano contro i diritti umani.

In un tempo come il nostro Claudio e Paola hanno capito che utilizzare i media, nonostante le responsabilità e le difficoltà che ciò comporta, fosse il mezzo migliore per far arrivare la storia di Giulio a più persone possibili così da evitare che ciò accadesse ad altri ragazzi.

Un’altra domanda che ci siamo sentiti di porre è stata riguardo al ruolo svolto dallo Stato italiano nella loro causa. I tre hanno confessato di essersi sentiti a volte abbandonati dal loro stesso Stato, in quanto hanno ricevuto tante promesse, ma visto realizzati pochi fatti. Il governo italiano si è rivelato quindi ipocrita in molte situazioni, ponendo il vantaggio economico al di sopra della giustizia dei cittadini.

Da qui è partito l’appello della madre rivolto proprio a noi ragazzi: “dovete mantenere la tensione ideale verso le cose e verso la vita. Non mollate mai”.

Da un confronto in classe, dopo l’incontro, sono nate anche queste osservazioni:

E’ una battaglia abbastanza inutile. L’impegno che quei ragazzi hanno messo per questa faccenda avrebbero potuto spenderlo per cose più concrete, vicine e potenzialmente realizzabili. Le cose verranno fuori soltanto quando cadrà la dittatura. Sono solo due signori e un avvocato contro uno stato dittatoriale.*

Su queste cose non esiste utile o inutile. Quello che conta davvero è che i genitori di Regeni abbiano deciso di lottare per non vanificare la morte del figlio. Anche se non cambieranno il regime egiziano hanno risvegliato in molti giovani un sentimento di partecipazione, libertà e giustizia. Ogni conquista è il frutto di una lunga battaglia e, anche se al momento la meta sembra irraggiungibile, in realtà tutto è parte di un percorso più grande.

Il 17 febbraio noi siamo state colpite da questa storia che oggi raggiunge voi che leggete e magari domani toccherà a qualcun altro. Vogliamo fare delle parole di Paola il nostro motto e chiedere a tutti voi, ragazzi, di non lasciarvi scoraggiare, ma coltivare la tensione verso i nostri ideali ed essere attivisti per ciò in cui crediamo, perché ogni battaglia vale la pena di essere combattuta.

Noi ci crediamo, fatelo anche voi.

A cura delle alunne della classe 5 G:  Francesca Brunetti, Camilla Gagliardi, Camilla Molitari, Giorgia Persigilli, Serena Fiordelmondo