Chiedere a dei ragazzini di prima e seconda media di dire “non mi avete fatto niente”, usando le parole della omonima canzone di Ermal Metal e Fabrizio Moro, davanti a chi sfrutta la diversità per discriminare gli altri non è assolutamente una cosa banale, ma noi del Comitato Xenia abbiamo voluto provarci ed il risultato è stato entusiasmante.

La mattina di sabato 24 novembre ci siamo impegnati per far riflettere 230 alunni di prima e seconda media della scuola “G. Marconi” sul tema dell’immigrazione attraverso giochi, dibattiti e canzoni a tema.

 

 Invitati dalla Dirigente, Elisabetta Micciarelli, abbiamo accolto in una stanza piena di musica i ragazzi che si sono sentiti subito a loro agio. La presenza, infatti, della band pop-rock As Clouds, formata da cinque ex-alunni del Galilei, ora universitari, ha permesso la magica unione di note e parole e ciò si è concretizzato nella grande e spontanea partecipazione dei ragazzi alle attività proposte. Durante uno dei giochi a tema, che voleva riflettere sulle diverse tradizioni esistenti nel mondo, un ragazzo di fede islamica non ha avuto remore nel correggerci ricordando che il “ramadan” è una ricorrenza araba.

Sempre grazie a questo clima rilassato la discussione sulla parola “discriminazione” ha assunto toni vivaci che rispecchiavano l’attenzione e la partecipazione dei ragazzi che si sono interrogati su cosa questa parola significa veramente per loro: “discriminare vuole dire dare la colpa di tutto a qualcuno”, “non è giusto giudicare qualcuno alla prima impressione… Bisogna guardare com’è dentro!” Inevitabilmente si è stabilito un collegamento con la loro realtà quotidiana ed uno ha esclamato: “puoi essere discriminato perché come il bimbo di Wonder, hai la faccia e un aspetto diverso”.

Le canzoni suonate dagli “As Clouds”, soprattutto i brani inediti, sono state spunto di riflessione oltre che intermezzi musicali particolarmente apprezzati dai ragazzi.  Così, in un clima rilassato e dinamico la mattinata è terminata approdando ad una colorata idea di pace e con la promessa di urlare al mondo le parole “accoglienza”, “rispetto”, “diversità”.

                                                                                             

                                                                                              Agnese Giammarini e Agnese Callegari